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Il mercato russo del vino nel 2011

27/01/2012

Cresce la richiesta di vini di qualità medio - alta e di conseguenza aumentano le importazioni – Nel 2010 l’Italia si è trovata al primo posto tra i tre maggiori Paesi esportatori verso la Russia con 68,8 milioni di litri - Nel 2010 i produttori italiani hanno esportato in Russia 68,8 milioni di litri di vino.

Ancora ai tempi sovietici il regime comunista cercava di diffondere nella società una cultura del consumo di vino, che avrebbe dovuto sostituire l’alcolismo provocato dalla vodka. Molti decenni sono passati, ma ancora nel 2011 gli esperti definiscono la cultura del consumo di vino in Russia come “molto debole”. La maggior parte della popolazione russa continua a preferire la vodka e altre bevande alcoliche forti, mentre i Secondo le valutazioni del Centro federale russo di analisi dei mercati centrale e regionali di bevande alcoliche (CIFRRA), la struttura dei consumi di bevande alcoliche è ampiamente dominata da quelle “forti”: più di due terzi dei consumatori preferisce la vodka al vino. Inoltre, un consumatore su cinque preferisce la birra, mentre soltanto il 9% dei consumatori prediligono il vino rispetto a tutte le altre bevande alcoliche. I consumi di vino, in particolare, e il mercato di vino in generale hanno sofferto parecchio a causa delle perturbazioni causate dall’introduzione in Russia di un nuovo sistema di accise e di bolli, nonché per il rinnovo delle licenza per l’importazione di vino e di bevande alcoliche dall’estero.
La produzione enologica in Russia consiste per il 52% di vino a base d’uva, al 25% di spumanti, al 19% di materiali per una successiva produzione di vino e al 4% di vini a base di frutta.
La crescita della produzione di vini in Russia, registrata nel periodo 2006-2008, si è fermata nel 2009, lasciando posto alla stagnazione d fine 2009-inizio 2010. All’inizio del 2011 si è registrato un calo della produzione di vino del 5,7 per cento.
La contrazione sarebbe stata provocata da un calo dei consumi, dalle sfavorevole condizioni climatiche registrate nell’estate del 2010 e, di conseguenza, da una riduzione della produzione propria russa di vini.
Anche il mercato russo del vino ha sofferto parecchio per la crisi finanziaria globale. Nel periodo 2007-2009 si è registrata una stabile crescita dei volumi di vini venduti sui mercati della Russia. Nel 2010 sono stati venduti 140,1 milioni di decalitri di vino, mentre la crescita delle vendite rispetto all’anno precedente è stata pari allo 0,3 per cento.
Purtroppo, nel 2010 le vendite di vino in Russia sono diminuite rispetto all’anno è precedente di oltre il 5 per cento, a causa delle ripercussioni sull’economia russa della crisi finanziaria globale.
Le restrizioni, introdotte in Russia per la pubblicità di bevande alcooliche, ha provocato una riduzione della concorrenza tra i produttori di vini a livello di singolo consumatore.giovani scelgono la birra e cocktail alcolici.
Questo tipo di promozione è diventata poco efficiente ed esageratamente costosa. In questa situazione i produttori di vino si sono concentrati sulla lotta per fidelizzare i distributori finali. Ciononostante, a causa delle difficoltà economiche, i produttori sono stati costretti a ridurre notevolmente le proroghe dei pagamenti per le forniture. Le società commerciali del settore della distribuzione vinicola hanno sofferto di problemi finanziari, aggravati da una politica più rigida delle banche commerciali che hanno ridotto l’erogazione dei crediti. Di conseguenza, su un mercato in costante contrazione la concorrenza tra i produttori è diventata molto acuta.
Secondo i dati del Comitato statale russo per le statistiche (Rosstat), nei primi sette mesi del 2011 (l’ultimo dato disponibile al momento dalla stesura del presente numero di Russia24, n.d.r.) è stata registrata una contrazione della produzione di tutti i tipi di bevande alcoliche, birra esclusa.
In questo periodo la produzione di vodka è diminuita del 13,8%, arrivando nel solo mese di luglio a 5,7 milioni di decalitri. La produzione di brandy (in Russia chiamato comunque “konjak”) è diminuita del 19,6%, mentre in luglio ne sono stati distillati 371mila decalitri. La produzione dei liquori con contenuti di alcol puro inferiore al 27% è diminuita del 4,9%. Infine, la produzione di vini e di spumanti è calata rispettivamente del 9,2% e del 7,3 per cento.
Le principali regioni di produzione di vini in Russia sono i territori di Krasnodar e di Stavropol, la regione di Rostov sul Don, la repubblica del Daghestan, della Kabardino Balkaria e della Cecenia. I maggiori produttori di vino della Russia sono le società “Krasnoarmejskij”, “Stavropolalko”, “Milstream-Stavropol wines”, “Detchinskij zavod”, “Vinzavod Toljattinskij”. I maggiori produttori di vini spumanti sono “ZAO Igristye vina”, “ Istok”, “DZIV”, “MKShV”.
Nonostante la produzione di superalcolici, di liquori e di vini sia diminuita, nei primi sette mesi del 2011 i volumi di superalcolici venduti in Russia, sono aumentati. Gli esperti spiegano in parte questo fatto con la diffusione – in primo luogo nelle repubbliche del Caucaso del Nord – della distillazione clandestina di vodka. Invece, le vendite di vino nel periodo gennaio-luglio sono diminuite dello 0,8% rispetto ai quanto registrato nel corrispondente periodo del 2010, fino a 58,3 milioni di decalitri. Nello stesso tempo, le vendite di spumanti sono aumentate nei primi sette mesi del 2011 del 4,3%, salendo a 15,1 milioni di decalitri.

Nonostante la quota di vini di buona qualità sia ancora molto bassa, gli esperti notano che il consumatore russo sempre più spesso sceglie prodotti di fascia medio-alta. In particolare, nel segmento dei vini spumanti e dello champagne aumentano i consumi di brut ed extra brut rispetto, agli spumanti “dolci”. Cresce l’interesse dei consumatori per gli spumanti rosati.
Nelle grandi città, in primo luogo a Mosca e a San Pietroburgo, i consumatori favoriscono i vini pregiati e i quelli Doc. Per questo motivo aumentano le esportazioni di vini dall’estero verso la Russia. Secondo i dati di International logistic systems nel 2010 verso la Russia sono stati esportati 300,9 milioni di litri di vino, una quantità che ha superato di 65,8 milioni di litri i dati registrati nel 2009, ma è inferiore di 1,4 milioni di litri rispetto alle importazioni russe nel 2008. Il 75,5% (80,8% nel 2008) delle esportazioni del 2010, ovvero 227,3 milioni di litri, è stato costituito da vini.
La quota di spumanti e di champagne è stata del 10,6% (32 milioni di litri). Invece, le esportazioni di vermut hanno rappresentato il 7,7% del totale (23 milioni di litri). Infine, le esportazioni dei vini di frutta (in primo luogo dalla Lituania e dal Giappone) sono state pari al 6,2% del totale, ovvero 18,6 milioni di litri.
Nel 2010, rispetto al 2009 il maggiore tasso di crescita è stato registrato nel settore degli spumanti. Infatti, le esportazioni di spumanti e di champagne sono aumentate del 64,5% rispetto all’anno precedente.
Nel 2010 l’Italia si è trovata al primo posto nella trojka dei maggiori Paesi esportatori di vino verso la Russia. Nel 2010 i produttori italiani hanno esportato verso la Russia 68,8 milioni di litri di vino (+43,3%), contro i 51,9 milioni di litri della Francia (+41,2%). Al terzo posto si è piazzata la Spagna con 31,0 milioni di litri (+46,2%).
Nel 2010 i maggiori importatori russi di vino sono state la società “Luding” con il 14,7% del mercato, ovvero 44,1 milioni di litri di vino importati, ILS (7,3%, 21,9 mln.l.), “Moro” (6,6%, 19,8 mln.l.), “Bacardi Rus” (6,4%, 19,4 mln.l.)

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